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Graduatorie ATA terza fascia collaboratore scolastico. Chi accede con la terza media e a chi occorre il diploma

Graduatorie terza fascia ATA: anche per il prossimo aggiornamento (2021) la licenza media sarà titolo d’accesso solo se già inseriti negli elenchi e mai cancellati. Se si è saltato qualche aggiornamento, non ci si potrà reinserire con diploma secondaria I grado, occorre diploma secondaria II grado anche per il profilo di collaboratore scolastico. 

Il nuovo aggiornamento delle graduatorie ATA terza fascia è previsto per il 2021. Le graduatorie di circolo e di istituto di III fascia hanno validità triennale. Le ultime bandite nel 2017 avranno validità fino al 2021, per effetto della proroga con decreto prot. n. 947 del 01/12/2017.

Titolo di accesso collaboratore scolastico

L’ultimo D.M.(640/2017) inerente le Graduatorie di circolo e d’istituto di terza fascia ATA ha chiarito che i titoli culturali di accesso al profilo professionale di Collaboratore scolastico sono:

diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale, diploma di maestro d’arte, diploma di scuola magistrale per l’infanzia, qualsiasi diploma di maturità, attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni.

Eccezioni

Le sole deroghe del titolo di studio d’accesso nelle graduatorie di circolo e di istituto di III fascia del personale ATA sono:

  • Per coloro che sono inseriti nelle graduatorie di circolo e di istituto di 3 fascia vigenti nel triennio scolastico precedente, restano validi, ai fini dell’ammissione per il medesimo profilo professionale, i titoli di studio in base ai quali avevano conseguito a pieno titolo l’inserimento in tali graduatorie;
  • Hanno titolo all’inclusione nella terza fascia delle graduatorie di circolo e di istituto gli aspiranti che, (fatto salvo quanto previsto dal precedente comma 3), siano già inseriti nelle graduatorie provinciali permanenti di cui all’art. 554 del D.Lvo 297/94 o negli elenchi provinciali ad esaurimento o nelle graduatorie provinciali ad esaurimento di collaboratore scolastico di cui al D.M. 75/2001 e D.M. 35/2004 corrispondenti al profilo richiesto, sono validi i titoli di studio richiesti dall’ ordinamento vigente all’epoca dell’inserimento nelle predette graduatorie e/o elenchi;
  • Hanno titolo, altresì, all’inclusione nella terza fascia delle graduatorie di circolo e di istituto gli aspiranti che abbiano prestato almeno 30 giorni di servizio, anche non continuativi, in posti corrispondenti al profilo professionale richiesto, sono validi i titoli di studio, in base ai quali legittimamente è stato prestato il servizio richiesto, previsti dall’ ordinamento all’epoca vigente.

Dunque se l’aspirante ha mancato un aggiornamento/rinnovo delle graduatorie, non ha almeno 30 giorni di servizio oppure non è inserito nelle graduatorie provinciali permanenti di cui all’art. 554 del D.Lvo 297/94 o negli elenchi provinciali ad esaurimento o nelle graduatorie provinciali ad esaurimento di collaboratore scolastico di cui al D.M. 75/2001 e D.M. 35/2004, non ha titolo d’accesso nelle graduatorie di III fascia con la sola licenza media.

(fonte orizontescuola)

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Covid e Quota 100, in pensione altri 27.600 insegnanti

A settembre altro turn over piuttosto sostenuto che, complice l’ennesimo stop ai concorsi legato al virus, rischia di far partire il nuovo anno scolastico con una vera e propria esplosione di cattedre vuote, soprattutto al Nord.

Nessuna fuga dalla scuola per l’effetto combinato paura del Covid-19/opportunità derivante da Quota 100, ma un turn-over piuttosto sostenuto, che – complice l’ennesimo stop ai concorsi legato al Covid-19 – rischia di far partire il nuovo anno scolastico con una vera e propria esplosione di cattedre vuote, soprattutto al Nord.

I numeri del ministero dell’Istruzione

A settembre 2021, secondo i primi dati del ministero dell’Istruzione sulle domande di pensionamento chiuse lo scorso 7 dicembre, usciranno 27.592 docenti (ammesso che tutte le richieste vengano accolte), di cui quasi 16mila con l’anticipo targato Quota 100, a cui si sommano altre 7mila e rotte unità di personale tecnico amministrativo, educatori e insegnanti di religione, per un totale di oltre 35mila unità (all’appello mancano i dirigenti scolastici i cui termini per le domande di pensione scadono più avanti, il 28 febbraio – ogni anno, indicativamente, escono più o meno tra i 4-500 presidi).

Il confronto con l’anno prima

Numeri che rendono le uscite preventivate per il prossimo anno scolastico un po’ più alte rispetto all’anno precedente, quando (fonte sempre ministero dell’Istruzione) i pensionamenti dei docenti sono stati 26.327 (quest’anno, quindi, se ne registrano +1.265) di cui 13.429 relativi a Quota 100 (quest’anno +2.550). In due anni, pertanto, sono usciti quasi 54mila professori, di cui oltre 29mila con Quota 100.

Il quadro territoriale

Come spesso accade per il mondo dell’istruzione il quadro territoriale si presenta disomogeneo. Sui 27.592 insegnanti in uscita il prossimo 1° settembre, ben 4.754 si trovano in Lombardia (il 17,23%). Nelle sei regioni del Nord (oltre alla Lombardia, consideriamo Veneto, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) andranno in pensione, complessivamente, 12.209 insegnanti, il 44,25% del totale.

L’emergenza cattedre vuote

Con un’ipoteca molto pesante in termini di cattedre scoperte-posti vacanti-supplenti da nominare che è possibile intravedere sin d’ora in vista del prossimo anno scolastico. Il primo, si spera, dell’era post-Covid. Specialmente al settentrione dove si concentra oltre il 60% dei vuoti d’organico (coperti da un prof nominato a tempo determinato). Basta tornare indietro di due mesi. Su circa 85mila autorizzazioni ad assumere professori, ne sono andate deserte oltre 66mila. Solo in Lombardia le cattedre non assegnate sono state 16mila e altri 7.500 vuoti hanno colpito sia il Piemonte sia il Veneto. Il risultato è stato un boom di supplenti che, complice l’organico straordinario legato alla pandemia, ha superato le 200mila unità.

I concorsi fermi

Pensionamenti alla mano, l’anno prossimo il copione rischia di ripetersi. L’antidoto principale che la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, contava di poter applicare al precariato nella scuola – e cioè le 78 mila assunzioni attese dai due concorsi ordinari/straordinari – ben che vada avrà un effetto dimezzato. A causa delle misure anti-contagio in atto la selezione ordinaria (da 46mila cattedre) non è proprio partita mentre quella straordinaria (da 32mila) si è fermata al 60% dei candidati esaminati. Ma mentre quest’ultima, una volta ripresa, avrebbe comunque buone chances di andare in porto visto che si compone solo di una prova scritta, l’altra – che prevede un test preselettivo, uno scritto e un orale – quasi certamente non ci riuscirà.

Il rientro a gennaio

A proposito di misure anti-contagio, in attesa del protocollo nazionale sulla riapertura del 7 gennaio e dei tavoli prefettizi che dovranno sciogliere il rebus sui trasporti, va segnalata l’ultima precisazione proveniente da viale Trastevere. E cioè che il 75% di popolazione scolastica delle superiori da riportare in aula dopo le festività natalizie va inteso in maniera flessibile: in pratica, può essere applicato «anche per classi, classi parallele, indirizzi». Ciò significa che l’ultima parola spetterà ancora una volta ai dirigenti scolastici.

Eugenio Bruno e Claudio Tucci de Il sole 24 ore

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Primo accesso a NoiPA: 3 step, le istruzioni.

Step 1

L’amministrazione dovrà inserire i dati anagrafici e l’indirizzo mail del lavoratore.

NoiPA con una mail avviserà dell’avvenuta registrazione.

Step 2

Richiesta del reset della password in due passaggi:

  • andare nell’area supporto e richiedere il reset password compilando il form e allegando un documento d’identità valido
  • l’assistenza invia una password temporanea con la quale effettuare il primo accesso a NoiPA

Step 3

Modifica dati personali

Nell’area personale si può scegliere la nuova password e completare i dati personali utilizzando la funzione Modifica dati personali.

Sarà fondamentale comunicare l’indirizzo e-mail alla scuola in fase di registrazione.

Primo accesso con SPID

E’ possibile utilizzare SPID per il primo accesso al portale NoiPA, purché l’amministrazione abbia prima inserito correttamente i tuoi dati anagrafici e l’indirizzo e-mail nel sistema NoiPA.

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Scuola, tempo pieno per tutti? Servono quasi tre miliardi di euro e 50mila docenti in più

La scuola primaria è probabilmente quella che rischia di più. Il tempo pieno infatti può essere da 24 – 30 – 40 ore (su cinque giorni settimanali), ma i problemi sono più di uno: a partire dai docenti in numero ridotto per finire alle strutture scolastiche da adeguare . Per questo le rassicurazioni del governo sulla ripresa dell’attività scolastica a tempo pieno non possono non tener conto dei numeri relativi alle previsioni di spesa: occorrerebbero 2,8 miliardi di euro l’anno e 50 mila nuovi posti di lavoro nel complesso. Oltre ad un miliardo di euro di investimento iniziale per approntare i locali di mensa e laboratori.

Primi interventi al Sud, ma anche al Nord non sono pronti

I calcoli sono stati diffusi dalla rivista specializzata Tuttoscuola la quale ricorda che finora quella del tempo pieno è stata una marcia continua, ma lenta, con un incremento che è stato mediamente di un punto percentuale all’anno. Italia a due velocità anche in questo caso a voler considerare che nel 2008-09 le regioni del Sud registravano il 9,8% di classi organizzate a tempo pieno e che nel 2019-20 la percentuale è stata del 20%.

Questo mentre il numero di alunni che scelgono il tempo pieno tende ad aumentare. Attualmente, in base ai dati 2019/20 del ministero dell’Istruzione, frequentano il tempo pieno nella scuola primaria 923.196 alunni, il 37,8% dei 2.443.889 iscritti.

Scarsità di docenti

Altro tasto dolente, come detto, è il personale docente in sofferenza. Per assicurare il tempo pieno in tutte le attuali 128.148 classi occorrerebbe che, oltre alle 46.403 (36,2%) già funzionanti a tempo pieno, anche le restanti 81.745 venissero riorganizzate “full time”, calcola Tuttoscuola. Per questa riorganizzazione l’organico docenti – attualmente di 193.265 – andrebbe incrementato di 49.015 unità, assicurate al 50% dalle graduatorie di merito dei concorsi e per l’altra metà dalle graduatorie ad esaurimento. Nelle more delle immissioni in ruolo potrebbero supplenti annuali a ricoprire la lacuna.

Sul fronte dei costi? Poiché in base all’attuale contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola il costo per docente all’inizio di carriera è di 31.227 euro lordi annuali comprensivi degli oneri riflessi a carico dello Stato, il costo per anno sarebbe quasi di un miliardo e 531 milioni. Senza considerare, sottolinea la rivista specializzata, che il passaggio al tempo pieno richiedendo una nuova modalità di organizzazione e di gestione didattica non si improvvisa ma necessita di adeguati momenti formativi per decine di migliaia di insegnanti.

(Fonte il Sole 24 Ore)

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Fai parte del personale ATA? Avanza in graduatoria con le certificazioni riconosciute MIUR.

Se fai parte del personale ATA,  soprattutto Assistente Amministrativo, iscrivendoti ai corsi di Dattilografia e Pekit riconosciuti dal MIUR, potrai acquisire 1,60 punti.

Il decreto ministeriale 716/2014 stabilisce infatti che l’attestazione per il corsi di dattilografia e alcune certificazioni informatiche rientrano tra i titoli per avanzare in graduatoria ATA.

COSA SI STUDIA?

Il Corso di addestramento professionale di Dattilografia è un percorso di Formazione sull’uso corretto della tastiera.

L’obiettivo di questo Corso è quello di far conoscere le potenzialità della tastiera e di impartire le nozioni per scrivere in modo corretto con le 10 dita senza guardare la tastiera.

PEKIT è un tipo di certificazione che attesta competenze in ambito digitale (ITC) e tecnologico, rientra nel gruppo delle certificazioni informatiche riconosciute dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

La certificazione PEKIT è altresì riconosciuta dagli altri Ministeri e Centri che richiedono nei concorsi pubblici l’accertamento delle conoscenze informatiche. È spendibile anche al fine del riconoscimento dei crediti formativi.

VANTAGGI:

  • Economico
  • I corsi possono essere seguiti a distanza su piattaforma on-line in qualsiasi momento della giornata.
  • Si possono svolgere gli esami online
  • Il pagamento può essere comodamente online
  • Rilascio certificazione
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25 mila docenti di sostegno, 5000 dal 2021. Novità nella legge bilancio 2021

Nella legge di Bilancio approvata definitivamente dal Governo e adesso sotto esame del Parlamento, prevista l’assunzione di 25mila docenti di sostegno. Ecco la suddivisione dal 2021 al 2023/2024.

1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 dopo il comma 366 è inserito il seguente:
“366-bis. Allo scopo di garantire la continuità didattica per gli alunni con disabilità, il fondo di cui all’articolo 1, comma 366, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è rifinanziato nella misura pari a 62,76 milioni nell’anno 2021, 321,34 milioni nell’anno 2022, 699,43 milioni nell’anno 2023, 916,36 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025, 924,03 milioni nell’anno 2026, 956,28 milioni nell’anno 2027, 1.003,88 milioni nell’anno 2028, 1.031,52 a decorrere dall’anno 2029.

La dotazione dell’organico dell’autonomia, a valere sulle risorse di cui al primo periodo, è incrementata di 5.000 posti sostegno a decorrere dall’ anno scolastico 2021/2022, 11.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023 e 9.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2023/2024“. E’ quanto prevede l’articolo 165 della legge di Bilancio.

In sintesi 5000 posti a decorrere dal 2021/22, 11mila dall’anno scolastico 2022/23, 9000 dal 2023/24.